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Questo mese mi è stato chiesto di scrivere personalmente la newsletter.
O meglio: sono stato io a propormi per farlo.

Sentivo il bisogno di mandare un messaggio più personale, diretto, sincero. Perché, in fondo, chi meglio di me — il creatore di Le Levain — può raccontare certe cose?

Febbraio, per noi, è un mese speciale. È il periodo in cui, ormai da quattro anni, realizziamo la Lab Experience del Golden Ticket, legata alla Galette des Rois.

Della Galette potrei parlare per ore. Posso raccontare l’amore profondo che provo per questo prodotto, la sua apparente semplicità gustativa e, allo stesso tempo, l’estrema complessità tecnica che si cela dietro la sua produzione.

Ricordo ancora perfettamente il mio primo incontro con lei, ai tempi della scuola di pasticceria a Lione, nello Château de Montbarnier. Era uno di quei prodotti che preparavamo ogni giorno e che, non potendo assaggiarli tutti, a volte portavamo via per provarli più tardi.
Quando addentai quella che sembrava una semplice ruota di pasta sfoglia ripiena di crema di mandorle, fu un colpo al cuore. Amore al primo morso. Un ricordo indelebile.

Quando ho aperto Le Levain ho provato, nei primi tempi, a proporre la Galette tutti i giorni. Ma probabilmente i tempi non erano ancora maturi. Così ho custodito questo prodotto nel mio cuore, ci ho lavorato in silenzio, in modo intimo.
E qualche anno fa, quasi per magia, è entrato finalmente nel cuore dei romani — o meglio, di chi vive Roma.

Oggi posso dirlo con orgoglio: la Galette des Rois è stata sdoganata a Roma da Le Levain. Me ne assumo la paternità senza spavalderia, ma con grande gioia e senso di responsabilità.

Col tempo mi sono reso conto che spesso siamo stati apripista su alcune idee. Questo, da un lato, mi rende fiero; dall’altro, mi mette davanti alla consapevolezza che da noi ci si aspetta sempre qualcosa di nuovo, di innovativo. E forse è proprio questo l’aspetto più intrigante della nostra missione.

L’idea del Golden Ticket è nata come un gioco, per rendere ancora più emozionante l’esperienza della Galette, per darle ulteriore valore. Poi si è trasformata in una tradizione.
Ogni anno inseriamo dei biglietti dorati che permettono di vincere un’esperienza in laboratorio per due persone: un pomeriggio insieme, a fare prodotti semplici ma mai banali.

È un modo per farci conoscere davvero, per condividere più una passione che delle ricette. Un momento di intimità, più che una lezione. E ogni anno, lo dico sinceramente, è sempre un’esperienza forte ed emozionante.
Il fatto che sia un regalo, che ci siano gratuità e generosità, rende tutto questo incredibilmente vero.

E poi, il Golden Ticket ci vede benissimo.
Ogni volta trova persone bellissime, autentiche, luminose. E mi fa rendere conto di quanta bellezza ci sia in giro per il mondo, e di quanto siamo fortunati — e ricchi — ad aver creato un luogo capace di accoglierla.

Con gratitudine,

Giuseppe Solfrizzi